STOP ANATOCISMO. La Banca d’Italia conferma il divieto.

Dopo l’avvio della campagna Stop Anatocismo del Movimento Consumatori e la condanna di sette banche, grazie alle azioni collettive inibitorie di MC, anche la Banca d’Italia ha definitivamente sancito la fine dell’anatocismo bancario in Italia.

Proprio in questi giorni è stato pubblicato sul sito www.bancaditalia.it il provvedimento che modifica le disposizioni in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”. Il nuovo provvedimento dell’autorità di vigilanza elimina ogni riferimento alla capitalizzazione degli interessi anche nei modelli dei fogli informativi dei contratti di conto corrente. Ogni riferimento alla vecchia delibera del CICR 8.2.2000 che regolava l’anatocismo è stato cancellato.

“Le modifiche apportate dalla Banca d’Italia – dice Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito & Risparmio MC – confermano l’interpretazione della norma che il Movimento Consumatori sta portando avanti in molt

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STOP ANATOCISMO.

Movimento Consumatori: nonostante sette vittorie giudiziarie collettive in quattro mesi, le istituzioni rimangono in silenzio. Ora partiamo con la tutela individuale, fornendo ai consumatori gli strumenti per chiedere i rimborsi.

Movimento Consumatori con la sua campagna Stop Anatocismo ha ottenuto, negli ultimi quattro mesi, la condanna di sette banche che, malgrado il divieto in vigore dal 1° gennaio 2014, hanno continuato ad applicare interessi illegittimi su conti correnti in rosso, fidi e aperture di credito.

Da una indagine di MC del gennaio scorso è emerso che tutte le banche, nonostante l’entrata in vigore della nuova formulazione dell’art. 120 t.u.b. (divieto di anatocismo) continuano ad applicare interessi illegittimi (da inizio 2014, sarebbero oltre 2 miliardi di euro).

 

 

Movimento Consumatori è quindi partito con le prime azioni inibitorie che hanno portato alla condanna di Ing Ban

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STOP ANATOCISMO: anche Unicredit condannata.

Dopo questa ennesima vittoria, MC invita i consumatori a diventare parte attiva della sua campagna chiedendo i rimborsi.

Unicredit, come Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank, Ing Bank, Banca Popolare di Milano, Banca Regionale Europea, Banca Sella, è stata condannata dal tribunale di Milano a cessare l’anatocismo (produzione di interessi sugli interessi passivi maturati nei contratti bancari) ai danni dei consumatori.

Visto che dopo 18 mesi, le istituzioni e gli organismi di vigilanza continuano a rimanere immobili di fronte alla mancata applicazione del divieto, Movimento Consumatori, forte delle condanne di sette banche, invita i cittadini a diventare parte attiva della campagna Stop Anatocismo facendo valere i propri diritti. L’associazione offre l’opportunità ai consumatori che hanno un conto corrente che dal 1° gennaio 2014 è andato in rosso o hanno in corso un fido o scoperto di conto di richiedere la restituzione degli interessi anatocistici pagati fino a o

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STOP ANATOCISMO: condannata anche Banca Sella.

Respinta l’eccezione di contrarietà al diritto comunitario: il divieto di anatocismo è giustificato dall’interesse generale di tutela del consumatore

Continua la campagna Stop Anatocismo del Movimento Consumatori. Il tribunale di Biella, con ordinanza del 7 luglio, ha inibito a Banca Sella ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori. La banca è stata condannata a pubblicare il dispositivo dell’ordinanza sulla home page del proprio sito Internet e a comunicarlo a tutti i consumatori con le stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente. La decisione conferma l’orientamento del tribunale di Milano e di quello di Cuneo (ordinanza del 29 giugno scorso) che hanno condannato, il primo ING Bank, BPM e Deutsche Bank e Intesa Sanpaolo e il secondo la Banca Regionale Europea (gruppo UBI) a cessare ogni pratica anatocistica.

“Il tribunale di Biella ha confermato che dal 1° gennaio 2014 per le banche è vietata ogni forma di anatocismo –continua a leggere

STOP ANATOCISMO: condannata Intesa Sanpaolo.

Il Tribunale di Milano conferma il divieto dal 2014: respinta l’eccezione di contrarietà al diritto comunitario: il divieto italiano agevola l’accesso al mercato delle banche straniere.

Continua la campagna Stop Anatocismo del Movimento Consumatori. Il tribunale di Milano, con ordinanza del 1°luglio, ha inibito a Intesa Sanpaolo ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori. La banca è stata condannata a pubblicare il dispositivo dell’ordinanza sulla home page del proprio sito Internet e a comunicarlo a tutti i consumatori con le stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente. La decisione conferma l’orientamento del tribunale di Milano e di quello di Cuneo (ordinanza del 29 giugno scorso) che hanno condannato, il primo ING Bank, BPM e Deutsche Bank e il secondo la Banca Regionale Europea a cessare ogni pratica anatocistica.

“Il tribunale di Milano ha confermato che dal 1° gennaio 2014 per le banche è vietata ogni forma di anatocismo

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STOP ANATOCISMO. Anche il tribunale di Cuneo inibisce l’anatocismo alla Banca Regionale Europea

Continua la campagna Stop Anatocismo del Movimento Consumatori: dopo la decisione del tribunale di Milano che ha inibito l’anatocismo a ING Bank, BPM e Deutsche Bank, la richiesta di inibitoria cautelare nei confronti di altre dieci banche, l’invio degli esposti all’Antitrust e alla Banca d’Italia, MC ha ottenuto una nuova vittoria nei confronti della Banca Regionale Europea (gruppo UBI). Il tribunale di Cuneo, con ordinanza del 29 giugno, ha inibito alla Banca Regionale Europea ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori. La banca è stata condannata a pubblicare il dispositivo del provvedimento sulle home page del proprio sito Internet e a comunicarlo a tutti i consumatori con le stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente.

“Anche il tribunale di Cuneo ha chiarito che dal 1° gennaio 2014 per le banche è vietata ogni forma di anatocismo – dice Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio del Movimento Consumatori – gli interessi scaduti non possono più

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