PROCESSO MPS TER: ammessi come parte civile gli azionisti assistiti da Movimento Consumatori
Questa mattina, il GUP del tribunale di Milano respingendo le numerose eccezioni sollevate dalle difese degli imputati e del responsabile civile di banca Monte Paschi di Siena, ha ammesso, come parti civili nel processo MPS ter, gli azionisti assistiti da Movimento Consumatori per ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza del progressivo azzeramento del capitale investito in titoli azionari della banca. Anche Movimento Consumatori è stato ammesso parte civile: i giudici hanno infatti riconosciuto il ruolo svolto negli anni dall’associazione a sostegno delle ragioni dei risparmiatori.
Le accuse riguardano la rappresentazione infedele della situazione patrimoniale della società, ed in particolare dei crediti deteriorati, nei bilanci e nei prospetti informativi pubblicati tra il 2014 e il 2016 per cui la Procura della Repubblica di Milano chiede di portare a giudizio le più alte cariche della società dell’epoca con l’accusa di falso in bilancio, manipolazione del mercato finanziario e falso in prospetto informativo di aumento di capitale.
Movimento Consumatori esprime apprezzamento e soddisfazione per la decisione del tribunale e ritiene che rappresenti il primo concreto passo verso il pieno riconoscimento dei diritti degli azionisti MPS.

Nel corso degli ultimi mesi, il tribunale di Milano, Sezione II Penale, con due diverse sentenze – la prima dell’8 novembre 2019 nei confronti dei vecchi vertici di Monte dei Paschi di Siena S.p.A. che hanno retto la banca fino al 2012 e la seconda dello scorso 15 ottobre nei confronti del presidente, dell’amministratore delegato e del presidente del Collegio sindacale in carica sino al 2015 – ha condannato gli ex vertici della banca che complessivamente hanno retto l’Istituto per quasi un decennio, per i reati di false comunicazioni sociali, falso in prospetto e manipolazione del mercato.
Il tribunale di Milano ha condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere Giuseppe Mussari, a 7 anni e 3 mesi Antonio Vigni e a 4 anni e 8 mesi Gian Luca Baldassarri, ex vertici di Monte dei Paschi di Siena nonché gli altri imputati del processo, compresi gli esponenti di Deutsche Bank e Nomura per le false comunicazioni sociali emerse tra il 2008 e il 2012 poste in essere per coprire le perdite conseguenti all’acquisizione di Antonveneta. Si trattava delle note operazioni nei derivati Santorini e Alexandria, del prestito ibrido Fresh e della cartolarizzazione “Chianti Classic”.
Il processo inizierà il 17 luglio prossimo davanti ai giudici della seconda sezione penale.
Si è svolta oggi l’udienza preliminare per il caso Mps. La procura di Milano aveva chiesto il rinvio a giudizio degli ex vertici (Giuseppe Mussari, Antonio Vigni) e di NOMURA International PLC (Sayeed Sadeq e Raffaele Ricci) per i reati di false comunicazioni sociali e di manipolazione del mercato, con l’aggravante del nocumento del pubblico risparmio per la rappresentazione infedele della situazione patrimoniale di Mps, conseguente ad una serie di complesse operazioni di finanza strutturata.
“Si tratta di reati gravissimi che hanno duramente danneggiato la più antica banca del mondo e decine di migliaia di azionisti che hanno creduto nell’operato di top manager risultati inaffidabili – spiega Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio MC -per questo, Movimento Consumatori ha lanciato una campagna nazionale, raccogliendo finora 250 costituzioni di parte civile. Il processo è stato rinviato al 27 novembre prossimo e gli azionisti possono continuare a rivolgersi alla nostra associazione per la costituzione di parte civile”.
“Auspichiamo – dice Alessandro Mostaccio, segretario generale MC –