Movimento Consumatori diffida New Livingston: dopo la cancellazione dei voli per Alghero e Tirana deve informare subito i passeggeri e risarcire i danni

Movimento Consumatori ha diffidato oggi la compagnia a inviare con urgenza un’informazione ai passeggeri che hanno acquistato voli cancellati, per avvisarli delle cancellazioni e del diritto a ottenere non solo il rimborso dei biglietti, ma anche il risarcimento dei danni.

I voli cancellati riguardano la destinazione Tirana (da Milano Malpensa, Verona, Cuneo, Bologna, Pisa e Londra) e la tratta Roma-Alghero (la Regione Sardegna per mancanza di garanzie finanziarie ha revocato la licenza assegnando la tratta a Alitalia).

La compagnia italiana – che continua a volare sulle altre tratte, dopo la sospensione da parte di Enac della licenza di trasporto aereo del 25 giugno e successivo ripristino del 30 giugno scorso – ha presentato al tribunale di Busto Arsizio domanda di ammissione al concordato preventivo.

“Chiediamo il rispetto dei diritti dei passeggeri che hanno subito le cancellazioni – afferma Marco Gagliardi, responsabile del settore Trasporti MC – e che la compagnia aerea non solo garantisca il massimo degli standard di qualità e sicurezza su tutti i propri voli, ma i rimborsi e i risarcimenti previsti dal Regolamento CE 261/2004”.

Nel caso in cui New Livinston non provveda, MC avvierà un’azione inibitoria e una class act

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Turismo. Sharm e Sinai: la mancata partenza da diritto al 100% del rimborso

Sharm e Sinai: la Farnesina sconsiglia le partenze. Movimento Consumatori ritiene che il venir meno della “finalità turistica” per il venir meno della situazione di sicurezza possa determinare l’estinzione del contratto.

“I consumatori – afferma Roberto Barbieri, responsabile del settore Turismo di Movimento Consumatori – potranno dunque comunicare alle agenzie di viaggio la propria volontà di rinunciare al viaggio e richiedere la restituzione del prezzo o degli acconti già versati. In alternativa, i tour operator dovranno garantire a coloro che ne facciano richiesta la sostituzione dei pacchetto turistico con altro di qualità equivalente o superiore senza supplementi. Se il tour operator nega il rimborso integrale o se il pacchetto sostituito non rispetta i livelli di qualità di quello acquistato, potete rivolgervi alla sedi della nostra associazione presenti sul territorio nazionale.

Gli indirizzi sono presenti sul sito www.movimentoconsumatori.itSul nostro sito è presente anche una guida realizzata da MC sui diritti dei turisti in viaggio”.

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Turismo, dov’è finito il fondo di garanzia?

E’ passato più di un mese da quanto le associazioni dei consumatori Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori hanno incontrato il sottosegretario al Turismo Simonetta Giordani per richiedere la costituzione di un “nuovo” fondo di garanzia che tuteli i viaggiatori nei casi di fallimento di tour operator e di insolvenza delle compagnie aeree. Il sottosegretario si era impegnato ad introdurre modifiche in tal senso nel prossimo provvedimento sul pacchetto turismo. Ma, ad oggi, ancora tutto tace. Il tempo passa e al di là di vaghe promesse non è stato fatto ancora alcun passo avanti. Una situazione che suscita forte preoccupazione.

L’attuale fondo previsto dal Codice del turismo si è infatti dimostrato, in più occasioni, del tutto inefficace, discriminatorio e incapiente a fronte di una cessazione improvvisa delle operazioni da parte di tour operator o agenzie di viaggi. Inoltre non prevede alcuna copertura in caso di fallimento delle compagnie aeree, i cui passeggeri continuano ad essere privi di qualsiasi protezione. Per questo le associazioni hanno proposto la costituzione di un fondo, a carico delle compagnie aeree, oltr

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“Volagratis.it”: azione inibitoria di Movimento Consumatori

Bravofly, società nata in Italia con sede legale a Chiasso in Svizzera, è stata condannata dal tribunale di Roma a modificare il proprio sito Internet “volagratis.it”.

Movimento Consumatori, con azione inibitoria cautelare avviata a settembre 2013, aveva contestato una pratica commerciale scorretta nella vendita on line di biglietti aerei, soprattutto low cost, pubblicizzati con prezzi non trasparenti, maggiorati alla fine della prenotazione da costi di gestione e per l’uso della carta di credito.

Le modalità di vendita comportavano non solo una violazione della normativa comunitaria e della legge Bersani, che vietano le offerte di voli al netto di spese, tasse e oneri aggiuntivi che impediscano un confronto tra le tariffe, ma anche del d.lgs. 11/2010 che vieta l’addebito di supplementi per l’utilizzo della carta di credito.

Il tribunale capitolino ha accertato la pratica commerciale scorretta e inibito a Bravofly “di dar corso a comunicazioni e offerte in vendita di biglietti aerei che non evidenzino il prezzo globale a carico del consumatore, ma un costo da maggiorarsi con oneri di importo imprecisato, o indicati nei limiti di un minimo e di un massimo”.

“Casi com

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No alle spiagge in vendita

L’associazione è favorevole alla liberalizzazione delle concessioni demaniali, e proprio per questo, fermamente contraria alla privatizzazione del demanio costiero. Le spiagge devono rimanere di proprietà pubblica Riaffiora, dopo otto anni, la strampalata idea dell’allora ministro Tremonti di privatizzare le spiagge italiane.

L’ipotesi, che si sperava morta e sepolta, è stata riesumata in questi giorni, con il duplice intento di fare cassa una tantum vendendo il demanio costiero, e di aggirare – per la verità in modo grossolano e un po’ dilettantesco – le regole comunitarie sulla concorrenza.

“L’idea di vendere le spiagge ai concessionari, oggetto di accese polemiche ogni qualvolta viene proposta – afferma Roberto Barbieri, responsabile del settore Turismo di Movimento Consumatori – non solo va nella direzione esattamente opposta agli impegni europei in materia di concorrenza, ma si scontra anche con un principio costituzionale volto alla tutela e salvaguardia del patrimonio paesaggistico nazionale.

E’ inoltre evidente che, in questo come in altri casi, i termini privatizzazione e liberalizzazione, spesso usati quasi come sinonimi, stian

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Le spiegge devono rimanere patrimonio comune

L’associazione è favorevole alla liberalizzazione delle concessioni demaniali, e proprio per questo fermamente contraria alla privatizzazione del demanio costiero Riaffiora, dopo otto anni, la strampalata idea dell’allora ministro Tremonti di privatizzare le spiagge italiane.

L’ipotesi, che si sperava morta e sepolta, viene ora riesumata dal governo Letta, con il duplice intento di fare cassa una tantum vendendo il demanio costiero, e di aggirare – per la verità in modo grossolano e un po’ dilettantesco – le regole comunitarie sulla concorrenza. In questo senso non è un caso che dell’operazione si stia occupando il ministero dell’Economia, attraverso il sottosegretario Baretta, e non il Ministero competente per il Turismo.

 

 

Per inciso, va anche ricordato il paradosso, apparentemente inspiegabile, per cui la delega politica al turismo è affidata al “Ministro dei beni e della attività culturali e del turismo”, mentre il “Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo” è rimasto incardinato alla presidenza del Consiglio. “L’idea che sta prendendo piede – afferma Roberto Barbieri, responsabile del settore Turismo di Movimento Consumato

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